Sunday, May 2, 2010

Le casse da morto hanno il loro. RUOLO

Stasera o stanotte, preso da una stanca voglia di rimanere sveglio, ho sentito il bisogno profondo di tramortire il mio mobile cervello con angosciose onde di sabbia scatenate da potenze esplosive. In poche lettere ho visionato "The Hurt Locker", celebre film di oramai due anni fa che portò Avatar fra i rottami dei cinepanettoni anni '80. Tipo TopGun per intenderci.

Sgombrando subito il campo da pretese poltiche, sociali, pacifiste e quant'altro mi viene spontaneo elogiare il film per almeno due motivi.

1) Non è in 3D
2) Non è stato lanciato da un hype durato almeno 15 anni

Ora capisco le ragioni del divorzio.

Al di là di questi dibattitimenti interni, che sono a dire il vero polemici verso chi "mangia" e "vive" di cinema (vedi Spielberg, ti piacerebbe coglione vedere tutti i cinema con il 3D), mi viene anche voglia di analizzare quest'opera.

Il mondo ideale senza sentimenti inventati dagli uomini per sfuggire alla morte è stato per la prima volta creato da tale Bigelow che nessuno si filava e ha filato fino alla notte delle statuette tumefatte. Provo sempre una certa tristezza per chi si affanna a creare mondi che copiano, in tutto e per tutto, il mondo in cui viviamo. Ovviamente in chiave idealizzata. Per questo mi sta simpatico (a) chi invece prende il mondo così com'è e lo presenta nella sua splendida veste infernale, lo da in pasto all'opinione pubblica che reagirà in maniera dubbiosa, che dirà le solite stronzate, che il mondo è bello perchè si ama, che la vita va vissuta, che il cristo è il nostro signore. NO. NO.

Questo è un film sulla morte, sulla disperazione, sul futurismo, sulle marionette, sul death metal, sulla follia, sullo schifo di società in cui viviamo, forse sulla ridicola ideologia neofascista. Produci. Consuma. Crepa. Che la rivoluzione stia crescendo laggiù in Iraq, fra i soldati di sua maestà America?

Cazzo guardatelo questo film e lasciate perdere i coglioni pseudo esperti di cinema che ancora guardano le cifre del botteghino per apprezzare un film o meno. Chi vince è chi guadagna di più. Non in Iraq, mi viene da dire, baby.


Che merda di post. Domani ci riprovo

No comments: